martedì 18 febbraio 2014

16/02/2014 GiuliettaRomeo Half Marathon




Quest’anno ho voluto ritornare a Verona a correre la mezza. Avevo partecipato a questa gara nel 2011 quando ancora maratona e mezza maratona erano un’unica manifestazione e già allora il percorso era bello e l’organizzazione impeccabile.
Partita da Milano sabato mattina una volta arrivata a Verona sono andata a ritirare il pettorale e poi via verso l’albergo a prendere possesso della camera per depositare il “piccolo” bagaglio. Verona è una bellissima città, il suo centro storico è romantico e la via principale piena di negozi e vetrine luminose.
La mattina successiva la navetta ci porta in zona partenza: si parla di quasi ottomila iscritti tra staffettisti e mezzofondisti. Gestire ottomila persone non è facile ma gli organizzatori sanno fare il loro lavoro e da subito si capisce che sarà una bella gara. Incrocio la mitica Valeria Straneo, la abbraccio scattiamo una foto e gli dico: Vola Vale, in bocca al lupo! E’ piccina questa signora ma tanto gentile e umile che mi sembra di conoscerla da sempre.
Sono emozionata per questa gara anche se per me è un semplice allenamento visto che il mio obiettivo è la maratona a Milano, sono emozionata perché è da settembre che non gareggio e questo mondo mi manca maledettamente quando ne resto fuori per qualche periodo. Mi manca l’adrenalina della partenza, la fatica, il sudore e lo scoraggiamento della metà gara, la reazione alla sofferenza, la grinta e la sensazione di onnipotenza che ti mette la voglia di arrivare in fondo, la gioia degli ultimi metri e la commozione dopo il traguardo quando la medaglia cinge finalmente il collo.
Incontriamo tantissimi amici, ma quanti siamo??? Baci, abbracci, foto. Consegniamo le sacche sui camion che le porteranno in zona arrivo e ci ingabbiamo pronti a partire. Alle 10,00 si parte l’emozione sfuma nelle gambe, per me i primi kilometri sono fatica pura dopo l’operazione al legamento del ginocchio. Mi sento rigida ma so che prima o poi il “diesel” si scalda e va a pieno regime. Al secondo kilometro mi raggiunge Erica, compagna di avventure/sventure e come d’accordo corriamo insieme anche se lei ha appena preso una distorsione alla caviglia. Kilometro dopo kilometro mi rendo conto che il percorso non è quello di due anni fa: salite e discese continue che ti costringono a forzare sulle gambe. Per noi milanesi abituati alla pianura queste gare sono massacranti. Dentro di me continuo a ripetermi che questa gara è un allenamento, niente forzature, niente PB, solo corsa per stare 21 km sulle gambe. Erica è sempre al mio fianco, alla vista delle salite imprecazione e poi che dobbiamo fare? Si sale per poi ridiscendere e così via. Ogni tanto ci prendiamo qualche pausa al passo e proseguiamo con la consapevolezza e serenità che almeno non siamo ultime! Al decimo kilometro sento la fatica nelle gambe, le salitelle son bastarde! Decido di spingere un po’ di più forse la sensazione di gambe imballate se ne andrà. Lascio Erica tanto so che poi la ritroverò e provo ad incrementare il ritmo. Le gambe vanno, la musica mi inebria la mente. Il mio mondo si colora, ignoro la fatica. Eccomi ritornata: ad un tratto mi sento nel posto giusto, al momento giusto, nulla è fuori posto. Che bella emozione. Mi raggiunge Erica insieme affrontiamo i kilometri più duri, quelli della fatica totale, quelli di quando non hai più “benzina” quelli dove vorresti sederti lì per terra e dire basta. Quelli dove ti maledici per l’iniziativa presa ma tanto sai che lo rifarai appena possibile. Quelli dove dici “ma dove caxxo è il traguardo??”. Vedo il cartello 20esimo kilometro: è fatta! Anche questa volta la porto a casa! L’arena di Verona attraversata volando, l’ultima salitella (bastardissima) per uscire dall’arena che mi spacca i quadricipiti ed è TRAGUARDO. Parola magica! Braccia al cielo, lacrimuccia di commozione e finalmente la mia medaglia!
Anche questa volta mi sono concessa di sognare, sudare, soffrire, morire, rinascere e vivere!
Grazie Erica, compagna di avventura tanto simile a me e grazie agli organizzatori che sono stati eccezionali in tutto, presidio stradale, ristori, trasporto borse, servizio navette ecc.

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