martedì 7 ottobre 2014

05/10/2014 CAGRANDAHALFMARATHON

Domenica mattina ci siamo alzati alle quattro del mattino e
con gli mici del Podismo Muggiano ci siamo trovati a Bisceglie dove un torpedone
ci attendeva per portarci a Verona. Il Podismo Muggiano è un gruppo frizzante e
con loro il tempo del viaggio è trascorso velocemente. “Sbarcati” a Verona,
spillato il pettorale e consegnato la borsa ci siamo ingrigliati pronti alla
partenza. Alle 09,00 il via di questa grande manifestazione che prevede tre
percorsi: 10 km non competitivi, mezza maratona e maratona per i più allenati.
Un breve tratto nel centro cittadino e poi via sul lungo Adige che porta fuori
Verona. E’ una domenica dal clima estivo e un po’ afoso che certo non agevola
la corsa ma io ci provo. Non indosso il pettorale da parecchi mesi e un po’ di
ansia mista ad emozione la sento. Il gruppo si “sgrana” e con la mia lentezza
proverbiale resto tra gli ultimi. Qui non c’è ambizione di tempo, qui c’è il
silenzio che ti avvolge in un abbraccio morbido e con il fluire delle acque
dell’Adige scandisce il tuo passo. Corro tranquillamente lungo questa strada
dritta che sembra non avere una fine, il sudore mi bagna i vestiti, le gambe
vanno, il respiro apre i polmoni, il cervello produce endorfine per ignorare la
fatica. Fortunatamente ai ristori non manca nulla perché bere diventa una
necessità per arrivare in fondo. Accanto a me vedo atleti che partiti troppo
velocemente ora sono esauriti io invece tartarughina lenta proseguo con un
passo costante. Il decimo kilometro passa, l’undicesimo pure, il tredicesimo e
così via fino al diciassettesimo dove si incomincia a fare a pugni con il
proprio “io” che ti urla quanto sei scemo a proseguire sfinito. Ho voluto
correre questa gara anche se non ero molto allenata, la mia necessità era confermare
la mia capacità di affrontare la fatica, regalarmi di nuovo un filo di fiducia,
ritagliarmi uno spazio dove ascoltare i miei pensieri, le mie emozioni, il mio
cuore. Mettermi a nudo con me stessa per capire il susseguirsi degli eventi che
affollano questa mia vita e cercare una giustificazione a tutto per accettare. Sono
certa che non tutti i mali vengono per nuocere ma a volte è così difficile
rassegnarsi agli eventi. Il caldo si è fatto insopportabile, il sole mi ha
martellato la testa per quasi venti km. Ormai manca poco al traguardo, si
rientra nel cuore di Verona e finalmente mi accoglie quel poco di ombra che mi
serve per raggiungere il traguardo. Verona è in festa, tanta gente, tanti
colori tanti sorrisi. Questa città è bella al punto da farmi sognare
un’esistenza diversa fatta di calma e serenità. Ultimi metri ed entro in piazza
Brà, laggiù c’è l’arco del traguardo. E’ finita, ho corso la prima
Cagrandahalfmarathon. Anche questa volta il “bradipo” l’ha spuntata nonostante,
il caldo, il sole martellante e il percorso non proprio semplice! Il cuore
gioisce, le gambe un po’ meno, il cervello raggiunge uno stato di pace e
soddisfazione.
 

Un ringraziamento speciale all’organizzazione veronese impeccabile
come sempre, una pacca sulla spalla a Giuseppe Ciappina per l’organizzazione
del pullman e infine un grazie a me stessa per avere ancora voglia di fare
queste follie.
 

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