Mi sembra
doveroso al termine di questo anno fare una riflessione sui giorni trascorsi
vissuti e sudati, amati, allegri, tristi, arrabbiati e felici. E’ trascorso un
anno nel quale ho vissuto emozioni bellissime, un anno in cui mi sento
cresciuta interiormente come donna, come mamma, come essere umano.
Per fare queste crescite interiori bisogna soffrire,
piangere, sudare, gioire a volte di emozioni che fanno scoppiare il cuore e che poi restano dentro di noi per sempre. A
me è successo così. Penso che a tutti noi nella vita prima o poi debba
succedere qualche cosa che ci fa cambiare il modo di vedere e vivere la
quotidianità. Per me la spinta a cambiare è arrivata dallo sport: quanto
sudore, quanta fatica, quanto scoramento quando ho fallito i miei obiettivi ma
pur sempre decisa ad andare avanti. Quanto coraggio ho avuto a riprendere la
pratica del karate dopo anni di inattività e provare a rimettermi in gioco! Che
soddisfazione vedere che la mente non ricordava ma il corpo sì! Ho trovato un
Maestro che sottobraccio mi ha insegnato a non mollare, a non arrendermi, a
sudare, sudare e sudare. Un vero Maestro di vita che insegna dietro alle arti
marziali i valori più importanti: l’umiltà, la rettitudine, il rispetto,
l’onestà.
E nella corsa? Quanto impegno ho investito nella corsa! Ma
soprattutto quanta soddisfazione nel portare a termine la mia prima maratona!
Dall’arrancare per soli 10 km le mie gambe e la mia testa mi hanno portato a
percorrere la maratona di Milano: è un miracolo che mi sembra impossibile per
una come me e invece è accaduto! Di quel 10 aprile ricordo la mia
determinazione ad arrivare in fondo in ogni passo, ricordo il caldo, la sete,
la paura, le incertezze, il maledetto muro che al 30esimo kilometro ho
frantumato con la mia volontà ferrea. E l’arrivo al Castello in lacrime per un
obiettivo che a me sembrava irraggiungibile, l’abbraccio con Dario che era lì
ad attendermi e la festa con gli amici! Un regalo bellissimo!
Le tapasciate organizzate da Ettore nell’hinterland milanese
la domenica mattina, un modo per ritrovare tanti visi amici e trascorrere la
mattinata correndo in allegria, e poi ancora le missioni con i Podisti da Marte
che fanno tanto bene al cuore, dalle quali ho imparato a chiudere le porte al
malumore e a sorridere di piccoli grandi gesti e a pensare sempre che c’è
sempre luce dopo il buio. Ho conosciuto persone fantastiche che credevo in
estinzione sulla faccia della terra e invece il mondo ne è pieno, basta
imparare a gioire insieme e a condividere.
Ricordo l’Arrancabirra a Courmayeur sotto la tormenta di
neve, le scarpe che scivolavano la mia immensa paura per le vertigini, il
freddo e finalmente l’arrivo faticosamente guadagnato.
E poi le mezze maratone: Verona, Stresa, Milano, Jesolo,
Busto Arsizio tiratissime per fare un PB che poi all’arrivo ti chiedi se sei
normale o no a portare il tuo cuore a 200 bpm o forse più! La sfida continua
con sé stessi per spostare un po’ più in là il proprio limite. Il dolcissimo
ricordo dell’ALPICUP corsa accanto allo Scatenato Marco Airaghi alla sua prima
mezza: la sua stanchezza spazzata via all’arrivo dalla gioia immensa per
avercela fatta! Un traguardo indimenticabile!
E infine Valencia per riconfermare il sogno dei 42 km! La
mia seconda maratona vissuta con la consapevolezza di quello che stavo per
compiere. 42 km corsi e gestiti tutti da sola limando ben 15 minuti al tempo
della MCM. La sofferenza per il mal di piedi e la testa decisa ad arrivare al
traguardo. Traguardo che è arrivato tra il tifo sfrenato degli amici e il mio
cuore che faceva capriole, le lacrime che ancora una volta bagnavano il mio
viso e la gioia infinita condivisa con gli amici. E poi via, subito a
progettare altre avventure!
Quanti “GRAZIE” devo dire per tutto quello che mi è stato
dato? Tantissimi a tutti quelli che hanno condiviso con me ogni istante di
questo “film”e che mi hanno reso una persona diversa da quella che ero. Il mio
augurio per il 2012 a tutti voi amici miei è di vivere intensamente tante
emozioni, di sudare tante soddisfazioni ma soprattutto di godere di quelle
piccole cose che forse reputiamo banali ma che sono il “sale” della vita.
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