Sabato mattina partiamo alla volta di
Jesolo per disputare la prima edizione della Moonlighthalfmarathon. Per noi è
un’incognita perché non conosciamo il luogo e la prima edizione di questa gara
rappresenta una novità.
Alle 12,00 siamo arrivati, prendiamo posto
nell’albergo precedentemente prenotato e andiamo a ritirare i pettorali.
Mangiucchiamo qualcosa, cerchiamo di riposare e alle 17,00 incomincia il rito
pregara. Ci presentiamo in zona bus in perfetto orario per essere condotti a
Cavallino Treporti e incontriamo alcuni amici che anche loro hanno deciso di
partecipare a questa mezza.
Il viaggio verso la partenza ci sembra
infinito però il clima è festoso e sereno. Fa caldo ma ormai non ci ferma
nessuno, l’entusiasmo è alle stelle!
In zona partenza siamo veramente tanti!
Hanno venduto tutti i pettorali disponibili per cui saremo circa tremila!
Alle 20,00 precise il via! Corriamo con
la laguna sulla nostra sinistra e con campi e villette alla nostra destra. La
partenza è veloce, molto veloce, troppo veloce! In pochi minuti mi ritrovo con
alle spalle pochissimi concorrenti e deglutendo penso: ”Com’è possibile? Sto
viaggiando a 6,20 min/km e sono ultima?!” Decido di rallentare ulteriormente di
fregarmene se resto ultima e di incominciare a soffrire in silenzio e in
solitudine! Le mie gambe sono pesanti, fa molto caldo e sudo tantissimo, le
forze vengono meno ma il mio carattere e il mio orgoglio mi suggeriscono un
solo imperativo: andare avanti! Giungo al ristoro del quinto kilometro che
quasi mi viene da rimettere dalla fatica e dalla sete, bevo con avidità mezzo
litro di acqua senza fermarmi e proseguo caparbiamente. Penso che se ho
resistito e superato la maratona di Milano, non ho motivo di pensare di non
farcela sui 21 km. Ho con me l’i-pod ma non voglio accenderlo fino al decimo
kilometro. Pensieri minacciosi si affacciano continuamente alle porte della mia
mente e io virtualmente cerco di chiudere queste porte. Ormai ho solo
un’opzione disponibile: spegnere il cervello distraendomi in qualche maniera
dalla mia sofferenza. Mi guardo attorno e vedo questa immensa laguna con i
colori del tramonto e un silenzio insopportabile mi avvolge. Noi milanesi non
siamo abituati alla solitudine e al silenzio. Questa sensazione anziché
spaventarmi mi inebria! Io sola che corro su una strada deserta con solo pochi
disperati alle spalle intenti a sfinirsi, senza telefonino, senza musica, il
nulla! Corro, le gambe sembrano un po’ meno pesanti e mi portano al decimo
kilometro dove ancora una volta bevo senza fermarmi. Va decisamente meglio di
prima sento che la testa sta reagendo alla crisi. Inforco l’i-pod e mi
concentro sul ritmo da tenere. Il Garmin mi dà un feedback di 1 ora e 05
minuti. Tutto sommato è il mio ritmo solo che qui corrono tutti come cavalli
impazziti! Del resto la gara è piatta e dritta e si presta alla velocità.
Corro, corro, corro e corro ancora, la musica mi dà la giusta concentrazione
per avanzare ad un ritmo costante. Attraverso piccoli borghi che sorgono lungo
il viale alberato, c’è tanta gente che guarda e mi incoraggia! Soprattutto le
donne mi guardano e mi incitano a gran voce! Nel mio avanzare concentrata
incomincio a godere di una sensazione perfida: sto superando tutti coloro che
sono partiti velocissimi ma non sono poi così allenati come sembravano alla
partenza! Cattiveria? No COMPETIZIONE! Agguerrita supero due ragazze che
stupidamente quando mi hanno visto giungere alle loro spalle hanno cercato di
accelerare invano! Mi lascio alle spalle gruppetti di podisti che probabilmente
sentono la stanchezza. Sento le gambe rispondere bene all’unico cavalcavia, ho
superato la crisi! Galoppo più che posso ma ormai so già che sarà difficile
chiudere con lo stesso tempo del Lago Maggiore. Quindicesimo kilometro: decido
di fermarmi per bere e prendere un integratore per reintegrare i sali sudati
copiosamente. Cammino per circa cento metri e poi riprendo. Jesolo è alle
porte! Dopo aver corso in tanta solitudine entriamo nel viale principale della
cittadina. Ma quanta gente, quante luci, quanti colori, quanta allegria: Mi
guardo intorno e godo di questo spettacolo! Forza che è quasi finita mancano
pochi kilometri ormai! Al 18esimo siamo sul lungomare, respiro l’aria del mare
anche se la fatica si fa sentire eccome! Chiedo quanto manca ad un signore
dell’organizzazione dicendo che sto muorendo di sete! Senza esitare L’ANGELO mi
allunga la sua bottiglia di acqua! Lo guardo negli occhi e gli dico: “ti voglio
bene” per me quel sorso di acqua ha un valore immenso! Non mollo avanzo anche
se ho un piede che mi sta dando noia! Rientriamo nel viale alberato che mi
porterà al traguardo! Manca un kilometro o poco più! “FORZA” mi dico! Nelle
orecchie Madonna a tutto volume con ”JUMP”, non sto correndo veloce ma a me
sembra di volare! Quante persone al di là delle transenne che incitano! Ultimi
300 metri…..entro nella piazza affollata dove c’è un frastuono incredibile e
finalmente passo sotto l’arco alzando le braccia al cielo! Anche questa volta
ce l’ho fatta! Anche questa volta ho vinto la sfida con me stessa! Ho faticato
tanto ma quella medaglia al collo è meritatissima!!! Chiudo la mia gara in
2.27.32 ben 6 minuti in più del mio miglior tempo ma va bene così, stasera ho
dato veramente tutto!


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