Parigi per
me sino all’altro ieri significava solo il nome di una città come tante altre
perché non l’avevo mai vista e poi io per natura tendo ad allontanarmi dalle
città quando voglio trascorrere una vacanza. L’evento della mezza maratona è
stato un invito a cui non potevo rinunciare. Con amici marziani siamo partiti
venerdì mattina per trascorre un weekend lungo in Francia e vivere una bella
avventura.
Io con le
mie incertezze e insicurezze mi sono trovata di fronte una città immensa,
palazzi eleganti dall’intonaco pulito e tenue, strade trafficate ma composte,
una lingua che non conosco che senza il provvidenziale aiuto di Lamisangels non
so come avrei fatto a districarmi nella rete metropolitana senza perdermi.
Sabato
mattina il gruppo marziano invade il villaggio della semimarathondeparis: che
bella l’atmosfera! Tanti amici, tanti colori tanti stand che presentano le loro
ultime novità! Ritiriamo i pettorali, qualche scatto per immortalare questi
momenti e poi via per le vie di questa magica Parigi.
Come mi
piace fare il “giringiro” senza pensieri e senza meta alcuna. Camminare,
camminare, camminare vivere e respirare questa città. La corsa regala anche
queste piacevoli parentesi.
Domenica
mattina ci presentiamo al via: ognuno nella sua gabbia ad attendere la
partenza. Finalmente si parte dopo 28 minuti dallo sparo! Trentamila persone
correranno questa gara! Parto lenta perché come ad ogni partenza ho mille
incertezze: sono stanca perché ho camminato incessantemente da quando sono
arrivata a Parigi, ho un forte mal di gola e non ho dormito molto la notte. I
primi due kilometri sono faticosi dopo mezz’ora trascorsa in piedi ad aspettare
di poter correre ma scorrono facendo attenzione a non urtare gli altri podisti.
Il percorso si snoda lungo un viale alberato e poi incomincia ad entrare nel
vivo della città. Corro da sola in mezzo a tantissima gente di tante
nazionalità e mi sento piccina piccina ma avanzo e quasi mi stupisco quando
sento le mie gambe girare bene nonostante la stanchezza. L’adrenalina sale ed
io mi sento entusiasta al punto da dissolvere l’incertezza iniziale e prendere
un atteggiamento agguerrito. Mi guardo attorno, il panorama è bello, la gente
fa il tifo lungo la strada che a volte sale e a volte scende e io sto proprio
bene! Non mi manca nulla: mi sento in uno stato di “non essere” non sento la
fatica nulla riesce a scalfirmi, la mente è vuota e libera, non ho sete, non
sento praticamente nulla. Sento solo me stessa immersa in uno stato di serenità
e benessere. Corro spensieratamente per 17 kilometri senza nemmeno rendermene
conto poi la fatica arriva ma con lucidità riesco a gestirla e giungere al
traguardo con la semplicità di chi conosce la distanza dei 21 kilometri. La
mezza ormai non mi fa più paura! A pochi metri dal traguardo stringo la
bandiera marziana tra le mani e attraverso la finish line con le braccia al
cielo. Parigi sei mia! Il sogno è finito ed è durato 2ore, 21minuti e
35secondi, non male se si considera il percorso in continuo saliscendi e il
tempo perso ai ristori.
Ringrazio
gli amici marziani che hanno condiviso con me l’avventura parigina: G. Macis,
L. Amisano e figlia, E. Orsetta, D. Mancini e “I BISCOTTINI” che non hanno
corso perche la dolcissima Chobin non è stata bene (ma si rifarà).
Nessun commento:
Posta un commento