Quest’anno avevo una motivazione in più per partecipare alla
The media running Challenge: l’organizzazione era stata affidata al Road
Runners Club Milano, la società sportiva a cui orgogliosamente appartengo. Per
questo motivo sabato ho dato la mia disponibilità per aiutare ad allestire
l’Arena e organizzare la gara.
Domenica mattina l’ingresso in Arena mi dà una sferzata di
energia, tanti striscioni colorati rendono la nostra Arena bellissima. Subito
incontro tantissimi amici, visi sorridenti, qualche battuta amichevole,
deposito borse e poi via alla partenza.
Oggi fa caldo per essere fine settembre c’è una temperatura
abbastanza elevata. Penso che tutte le edizioni della Media Running Challenge
sono state condizionate dal clima capriccioso: le prime due edizioni con una
temperatura africana, la precedente sotto una pioggia torrenziale e questa con
una temperatura “cambogiana”.
Ore 10,00: si comincia a correre! Il percorso si snoda lungo
alcune vie centrali della città e l’entusiasmo mi porta ad un ritmo per me un
po’ azzardato. Mi dico che sono solo 10 km e dovrei farcela a gestire distanza
e passo. Provo belle sensazioni nel sentire le mie gambe volare e tanta gente
intorno a me scalpitare! La mia playlist mi tiene compagnia e mi godo lo
spettacolo di tanta gente che si sta impegnando per arrivare alla meta. La The
media running challenge è una gara a cui io sono molto affezionata: ho corso
tutte le edizioni e mi piace perché è animata dallo spirito sportivo puro. La
competizione per una volta lascia spazio alla voglia di divertirsi e basta.
Il primo kilometro mi riscaldo, sul secondo prendo il ritmo,
sul terzo le gambe rispondono bene, il quarto mi porta a pieno regime, il
quinto lo corro senza accorgermi! Guardo il mio Garmin e penso: sto volando!!! Al
sesto kilometro incomincio a fare i conti con il mio zelo. Il caldo si fa
sentire, mi sento scoppiata! Ingurgito un integratore nella speranza di avere
un po’ di energia in regalo e proseguo. Dentro di me mi dico una sequela di
parolacce perché son partita troppo veloce peccando di presunzione ma io sono
una dura (la testa soprattutto!) e quando incomincio a faticare incomincio a
divertirmi! Sennò che gusto c’è arrivare al traguardo senza aver faticato!
Settimo kilometro: al disagio del caldo si somma la sete
disperata e il dolore alla natica destra che mi costringe a rallentare fino a
camminare per un centinaio di metri. Le persone che mi corrono accanto mi
incoraggiano ma io mi sento esausta, accaldata e troppo affaticata. In questi
momenti penso alle soddisfazioni più belle che mi ha dato la corsa, alle
imprese “impossibili” che ho portato a termine e a quanto cuore ci ho messo.
Riaffiora alla mente il traguardo della maratona di Milano, le mie lacrime di
gioia nell’essere riuscita a percorrere 42 km! Adesso non mi resta che
“raschiare il barile” delle mie forze.
Ottavo kilometro: non mollo! Non sono arrivata fin qui per arrendermi.
Viva o morta ma a quel traguardo ci arrivo e ci voglio arrivare con un tempo
dignitoso (per me!). Per cui forza!
Nono kilometro: manca poco un solo kilometro! Come al gioco
della roulette russa punto tutto quello che ho! Incremento il ritmo
rabbiosamente, arrivo nei pressi dell’Arena e mi sento veramente a pezzi. Il
serbatoio è vuoto! Mi appello alla mia testardaggine proverbiale che in certi
casi è preziosissima!
Ingresso in Arena: il Compa c’è, eccome se c’è! Si sbraccia
mi incoraggia a gran voce. Non sento più le gambe, avanzano seguendo il comando
perentorio della mia volontà.
Traguardo: eccolo finalmente! Ormai c’è il rettilineo!
Ultimi metri e mi cedono le gambe! I polmoni scoppiano! Sono morta mi viene
persino da vomitare! Guardo il mio tempo 1.02.34 di real time ad alcuni farà
sorridere ma per me è un ”tempone” mai realizzato sui 10 km. Volevo terminare
in 1 ora tonda ma non importa domenica alla deejayten ci riprovo!


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