Raccontare questa gara mi è difficile. Difficile perché è
stata una gara bella e sofferta in una città da sogno come Roma. Mi sono
iscritta un anno fa con il sogno di tagliare quel traguardo adiacente al
Colosseo in una giornata di sole dai colori sgargianti.
Nonostante fossi a buon punto della mia preparazione alla
maratona 3 settimane fa il destino infido ha fatto si che prendessi una
distorsione con lesione parziale del legamento laterale al ginocchio che mi ha imposto
lo STOP quasi totale agli allenamenti. Ieri alla partenza ero posseduta
dall’incertezza di quello che sarebbe stata l’esito della mia gara.
A mio favore avevo l’esperienza di aver già corso la
distanza più volte e quindi di saperla gestire e la testardaggine tipica dei
muli nel voler raggiungere l’obiettivo. A mio svantaggio lo scarso allenamento
dovuto all’infortunio e il percorso non facile per via dei continui saliscendi
e sanpietrini. Una vera e propria sfida!
Alle 9,00 siamo già tutti in griglia, siamo in 15 mila ad
aspettare quello start! Parto fiduciosa, il ginocchio si comporterà bene? Mah!
Speriamo! Ho messo in preventivo dei tratti di cammino alternati a corsa per
non forzare troppo il ginocchio appena guarito, non voglio farmi male ancora.
I primi 10 km scorrono bene, le gambe rispondono bene e il
ginocchio tace. Siamo tantissimi a correre questa gara, tantissimi amici mi
superano salutandomi. Non mi sento sola corro con tantissime persone attorno, è
quasi una festa.
Al quindicesimo kilometro il ginocchio si irrigidisce, temo
il peggio, cammino 500 metri e l’indolenzimento si placa e riparto con un po’
di apprensione: da adesso in poi ogni 2 kilometri cammino almeno 100 metri.
Avanzo cautamente in mezzo a questo mare di corridori. Roma è proprio bella!
Alla mezza incomincio a sentire la stanchezza, lo scarso
allenamento si fa sentire purtroppo. Per questa maratona ho indossato la
maglietta marziana con la scritta “Biscottino nel cuore” questa maratona la
corro per lui e con lui arriverò a quel traguardo! Macino ancora qualche
kilometro e il ginocchio sembrerebbe sopportare bene la mia stazza e lo sforzo
a cui lo sto sottoponendo. Sulle salite fatico, le forze incominciano a
mancare, il panico di non arrivare si fa largo nella mia testa. Ingoio un altro
gel nella speranza di poter proseguire. Sento le gambe indurirsi passo dopo
passo ma vado avanti. Moltissime amiche so che mi stanno seguendo via internet,
non le deluderò. Metto un po’ di musica e cerco di ignorare il feedback
negativo del mio corpo. Arrivo al trentesimo kilometro esausta, il dolore sotto
le piante dei piedi si è fatto insopportabile, sopraggiunge anche il mal di
stomaco ma io DEVO arrivare al Colosseo! Ormai è più il tempo che cammino che
quello che corro ma chi se ne importa! Io non devo fare il PB, io devo solo
arrivare al traguardo! Avanzo in maniera scoordinata lungo il percorso fatto
per lo più di sanpietrini, vedo molta gente cadere esausta o fermarsi per i
crampi e i dolori alle gambe. Io ancora posso avanzare e mi sento fortunata!
Avendo fatto solo un lungo di 25 kilometri per preparare
questa gara mi sento quasi miracolata per non essermi ancora arresa. “Biscottino ci arriviamo a quel traguardo! Te
l’ho promesso! Stai al mio fianco e vedrai che ci arriviamo!”. Sfinita
arrivo al trentottesimo kilometro, mi manca veramente poco oramai ma io non e
la faccio proprio più. Ho dolori ovunque, persino alle spalle! Non so se per
rabbia o per commozione ma le lacrime iniziano a scendere: io non voglio
arrendermi dopo tutta questa fatica, dopo averci messo anima e cuore dopo quasi
40 kilometri! Vado avanti faticosamente finchè la vista del Colosseo mi appare
chiara: sono arrivata…… incredibile! Il tempo scorre veloce, guardo il mio
Garmin che ho ignorato per quasi tutta la gara e mi dice che ho percorso ben 43
kilometri e mi mancano ancora circa 250 metri al traguardo….. mah! “Biscottino, dammi la mano tagliamo quel
traguardo insieme che ce lo siamo meritato tutto!”. Corro gli ultimi metri
tra gioia e dolore piangendo e finalmente mi viene messa al collo quella
medaglia per me così importante. La mia maratona di Roma è durata 5 ore e 53
minuti, l’ho corsa insieme ad un amico che non mi ha abbandonato nemmeno un
istante. Siamo giunti al traguardo sfiniti io e il Biscottino ma abbiamo
vissuto un’esperienza bellissima e indimenticabile.
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