venerdì 26 ottobre 2012

corsa dei 3 parchi (febbraio 2012)


Alle 6, 15 di questa domenica mattina la sveglia suona per ricordarci che abbiamo un impegno: il GP Road alla corsa dei 3 parchi con le marmotte. L’appuntamento è al quartiere degli Olmi ove il mitico insostituibile Compa ci aspetta con i cartellini prenotati. Lungo il tragitto ci fermiamo a prendere il Macis e Lo Scatenato e poi eccoci arrivati.

Ritiro del cartellino, deposito borse e poi eccoci pronti! La mia tabella di allenamento prevede un lento di 17 kilometri per cui io e Dario decidiamo di percorrere due volte il percorso da 9 kilometri e affidarci al Garmin per andare in esplorazione del Parco che per noi è una location nuova. Stamattina la temperatura è sopra lo zero e io incurante dei 4/5 gradi mi sono messa a manica corta perché sono stufa di correre imbacuccata. Mi guardo intorno e vedo che sono l’unica tra tanti podisti ad avere un look così estivo ma chi se ne frega correndo il freddo passa. E poi…. Sono o no una marziana?!

Salutiamo gli amici e iniziamo la nostra avventura. Il percorso da 9 kilometri prevede l’attraversamento della vecchia Baggio e poi un giro del laghetto all’interno del Parco delle Cave. Il cielo è coperto da una coltre grigia e l’aria è molto umida. Fra me e me penso che se ci fosse stata un’occhiata di sole forse avrei potuto respirare un anticipo di primavera. Vabbè non importa, avanziamo sul vialetto che circumnaviga il laghetto c’è pace qui…..volutamente ho tenuto spento l’ipod, voglio che questo silenzio zittisca la mia anima che ultimamente si è incupita. Voglio che la mia mente si colori di azzurro come l’acqua che ammiro. Voglio che il mio cervello si ossigeni di aria nuova. Una deviazione di percorso ci induce ad addentrarci nel bosco, il fondo qui si fa fangoso, gelato e scivoloso, mi piace correre su questi terreni così disconnessi perché l’appoggio del piede non è così scontato come sull’asfalto. Intorno a me c’è una natura che dorme, le papere sollevano la loro testolina al nostro passaggio ed è tutto molto ovattato. Dario si lamenta: ha freddo, il percorso non sembra essere di 9 kilometri, correre su questi terreni a lui non piace ecc...cerco di fargli vedere il lato buono dell’avventura ma poi stufa di sentirlo e decisa a vedere rosa decido di trincerarmi nel suono del mio i-pod. Mentre corro mi dico che il percorso è proprio bello al punto che decido di ripetere il giro di quel laghetto 4 volte: non manca nulla, asfalto, natura, sterrato, bosco, sentiero e poi di nuovo asfalto. Non manca il ristoro ove servono tè caldo e poi non ci sono macchine! Che meraviglia! Al terzo giro le gambe incominciano a girare come vorrei e allora incremento, la mia corsa si fa più veloce, i miei sensi sono tesi a percepire ogni meraviglia di questo luogo incantato. Percepisco il battito del mio cuore e il ritmo dei piedi e assaporo lo stato di armonia e  libertà in cui mi trovo. Mi sento finalmente libera da tutto e da tutti, ci sono solo io e basta. Non c’è più nemmeno lo scorrere del tempo. Guardo il Garmin e vedo che è ora di rientrare, gli ultimi kilometri mi riportano ad una realtà fatta di asfalto, rumori e macchine. Ho fatto i miei 17 kilometri e soddisfatta giungo al traguardo di questo mio viaggio fantastico.

Bravissime LE MARMOTTE nonostante la modifica dei percorsi compiuta all’ultimo minuto sono riusciti ad organizzare una bella manifestazione dove non è mancato davvero nulla.

Arrivederci all’anno prossimo!
 

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