Ed eccomi qui seduta sul divano
di casa mia a cercare di fare chiarezza tra sogno e realtà per questa
esperienza vissuta così intensamente in un intervallo di tempo davvero breve. Venerdi
mattina io e Dario voliamo verso Valencia con Alfredo,Peppe, Andy, Lamisangels
e Sergio. E' l'alba quando l'aereo da Bergamo decolla, siamo tutti assonnati ed
emozionati per l'avventura che andremo a vivere. L'arrivo a Valencia è puntuale, sistemazione in
albergo grazie ad Agatino e Travelmarathon e poi a zonzo per le vie di questa
città davvero carina e tranquilla. C'è un clima meraviglioso qui: le piante
di ibisco fioriscono a fine novembre! Il
sole illumina il mondo di colori sgargianti come se fossimo a primavera
inoltrata. Nel cuore ho tante aspettative per questa mia seconda maratona ma
anche tanta insicurezza. Mi continuo a dire che affronterò questa prova in una
città che non conosco e di cui non conosco assolutamente la lingua. Cosa farò
se per qualsiasi motivo dovrò fermarmi lungo il percorso? Come potrò farmi
capire se avrò bisogno di farmi portare al traguardo? Quanta paura! Per mettere
a tacere tutte queste mie incertezze decido di correre con il telefonino così in
caso di bisogno potrò chiamare Dario.
Domenica mattina raggiungiamo in
pullman la partenza/arrivo che si trova nel villaggio della scienza di
Valencia. Enormi fontane circondano questi edifici modernissimi sembra di
essere in un villaggio turistico con piscina. L'arrivo della maratona è
previsto su una passerella di legno costruita sopra l'acqua di questa enorme
vasca. La partenza è invece sul ponte che trema sotto i nostri piedi mentre
aspettiamo lo sparo del via! Che emozione grande! Siamo veramente in tanti!
Ed eccomi qui a correre la mia
seconda maratona. Chi l'avrebbe mai detto 4 anni fa? Sono partita un po' veloce
trascinata dall'entusiasmo ma verso il terzo kilometro cerco di assestarmi
sulla mia velocità di crociera. Al polso il mio Garmin fa il suo dovere e il
feedback dei passaggi mi dice che tengo il ritmo leggermente superiore a quello
prefissato. I kilometri scorrono sotto i miei piedi facilmente le gambe girano,
il fiato c'è e allora proseguo fiduciosa nelle mie capacità. In maratona la
gara incomincia al 30esimo kilometro perchè è lì che incomincia la fatica, è lì
che le gambe, le articolazioni, la testa e il cuore dicono basta! E' li che
incomincia il dolore a tutto ciò che può farti male ed è lì che tu devi
incominciare a lottare contro te stesso e il mondo per proseguire. Al 25esimo
kilometro sto ancora bene, che bellezza! Ricordo che nella mia prima maratona
al 25esimo kilometro sono entrata in crisi. Ora corro a un ritmo ancora
superiore a quello prefissato e sto ancora abbastanza bene! Proseguo indomita
tra questa gente che appena mi vede italiana sorride e mi incita con un
"animo!!" seguito dal mio nome che leggono sul pettorale. Alcuni
corridori mi affiancano e mi chiedono da dove vengo. Capisco quello che mi
dicono ma non riesco a rispondere perchè lo spagnolo proprio non lo so! Al
30esimo la stanchezza si fa sentire, il dolore sotto le piante dei piedi mi martella il
cervello ma io raggiungerò quel traguardo! Ho faticato tanto in allenamento per
preparare questo sogno di 42 kilometri e non intendo mollare per alcun motivo!
Decido di camminare per un paio di minuti mentre accendo il mio i-pod che
magari mi distrae un po' dal dolore ai piedi. Quando si incomincia a soffrire
bisogna lavorare di testa e allora visualizzo la finish line che mi aspetta in
quello splendido contesto e mi dico "è lì, devo solo correre ancora una
decina di kilometri e allora vivrò quegli attimi di estasi" stringo i
denti e proseguo ma la mia corsa si è fatta lenta e pesante, i muscoli sono
rigidi. Vedo alcune persone che mi avevano superato ferme ai lati della strada
in preda ai crampi! Io i crampi ancora non ce li ho e ringrazio il cielo di
poter correre ancora anche se un po' goffamente. Al ristoro del 35esimo mi
fermo e bevo due bottigliette di acqua riprendo a fatica a correre ma ce la faccio
ancora. Guardo il mio Garmin se non mollo arrivo nel tempo prestabilito 5 ore e
10 che ad alcuni farà sorridere ma per me significherebbe migliorare il tempo
di ben 15 minuti rispetto alla mia prima maratona. Adesso devo davvero lottare!
38esimo kilometro: supero alcuni che erano davanti a me che oramai non hanno
più benzina, si sono fatti fuori tutto! Davanti a me corre una signora con
un'andatura barcollante, riesco a raggiungerla e sul suo volto leggo la FATICA
vera e la determinazione a non mollare. Corriamo affiancate per qualche
centinaio di metri poi la vedo cedere, mi volto e gli dico "dai! Non
mollare ormai è finita!". Dico così ma io sono a pezzi! Non ci penso,
sento un dolore bestiale ai piedi ma vedo il cartello del 40esimo kilometro e
un brivido mi percorre la schiena. Ragazzi è un sogno, corro, corro verso il
41esimo alla vista del cartello un grido di rabbia e proseguo! Entro nel villaggio
della scienza e grido "non ci credo" alcuni mi sentono e mi
incoraggiano incitandomi. Scoppio a piangere! Ma mi sento una forza
inaspettata in queste mie gambe roventi!
Le persone che assistono vivono la mia emozione. Dario mi corre incontro mi
passa la bandiera marziana, Peppe, Alfredo Andy e Sergio impazziti mi fanno un
tifo da stadio. Il cuore scoppia di gioia! Emozione è una parola riduttiva
adesso. Volo quegli ultimi 195 metri piangendo. Mi sento un Dio adesso! Ho finito
la mia seconda maratona in 5 ore, 9 minuti e 30 secondi. Non è stato un sogno,
era realtà!
Grazie marziani, grazie di cuore!




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